Decision Maker

Elena Bonetti

  • Ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia

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Petitioning Nunzia Catalfo, Giuseppe Conte, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Elena Bonetti

Le donne vittime di violenza come "categoria protetta" nel lavoro

Mi chiamo Lidia e ho 45 anni. Sono sopravvissuta a un tentativo di femminicidio e ho deciso di raccontarvi la mia storia perché oggi vorrei poter fare qualcosa per tutte le donne che subiscono violenza e hanno la forza di rialzarsi. Perché una donna che ha il coraggio di lasciare un uomo violento non può essere lasciata sola e ha bisogno di sostegno da parte delle istituzioni. Ho conosciuto Isidoro nel 2011, dopo il mio divorzio. All’inizio tutto era bellissimo. Sembrava una favola, pensavo di aver trovato di nuovo l’uomo giusto; ma dopo 5 mesi iniziano i primi litigi, dove vengo accusata di cose che non avevo mai fatto, dove la folle gelosia di lui veniva fuori in modo incontenibile. Nel gennaio del 2012 per la prima volta lui mi picchiò, mi chiese perdono, mi disse che non mi avrebbe fatto mai più del male, che era stato solo un momento. In modo ingenuo, da donna innamorata, quella volta l’ho perdonato. Ma queste aggressioni non si sono fermate e a quel punto decisi di chiudere la storia. Mi ero resa conto che quest’uomo non mi amava, perché un uomo che ti ama non ti picchia, non ti dà uno schiaffo talmente forte da spaccarti il timpano. E poi, il fatto. Il 24 giugno del 2012 Isidoro mi chiede di passare una giornata assieme, al santuario di Tindari, ma avevo paura ad andare da sola e decido di far venire con me mia sorella per sentirmi tranquilla. Al termine della giornata Isidoro mi chiede di fermarsi a dormire da me per non tornare verso casa sua, che era troppo distante. Sembrava tutto tranquillo, lui aveva accettato la decisione di allontanarsi. Tutto cambia verso l’1.45 di notte. Isidoro si alza per andare in bagno, ma al suo ritorno aveva con sé una padella di ghisa, con la quale iniziò a colpirmi sulla testa! Non riuscivo a capire cosa stava succedendo. Intanto lui aveva trovato delle forbici e le stava usando come pugnale, colpendomi alla schiena. Ho cercato in tutti i modi di difendermi, sono quasi stata soffocata con il filo della lampada sul comodino. È successo di tutto quella notte, ho ancora paura a raccontarlo. Con la forbice mi ha provocato ferite in volto, sulle gambe, sangue ovunque.   Non so come ho fatto, ma dopo tutte quelle ore di sequestro l’ho convinto di stare bene e che non l’avrei denunciato. Solo così l’ho convinto ad andare via e ho potuto chiamare i soccorsi. Io sono ancora viva e posso raccontare tutto questo. Isidoro è stato condannato a soli 4 anni (per il tentato omicidio) e 6 mesi (per il sequestro), e ho appena saputo che grazie ai “premi” e “privilegi” che la legge italiana prevede per gli assassini, sconterà solo 2 anni e 6 mesi! Tra qualche mese quest’uomo uscirà dal carcere e io che fine farò? Mi sono rifatta una vita ma sono stata lasciata sola dalla istituzioni: mi hanno detto che se lui non mi aggredisce nuovamente, loro non posso intervenire. Io credo che sia alle donne che hanno il coraggio di allontanarsi dagli uomini violenti che bisogna dare “premi e privilegi”. Allontanarsi da casa vuol dire spesso perdere la propria indipendenza economica.  Bisogna avere il coraggio di denunciare tutto ciò, ma lo Stato DEVE  tutelarci! Ecco quindi la mia proposta: creare delle liste di collocamento per garantire un lavoro alle vittime di violenza, alle donne come "categoria protetta". Non solo un posto in cui andare a rifugiarsi nel momento della fuga, ma una vera a propria garanzia del nostro ritorno all’indipendenza, lontano da quegli uomini che ci vogliono morte. Nessuna donna deve vivere nella paura di morire da un giorno all’altro, siamo delle donne non siamo dei trofei.

Lidia Vivoli
71,140 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Nunzia Catalfo, Elena Bonetti

Per Lo Stato I Disabili Sono Troppo Ricchi

Mi chiamo Franca Borin, ho 48 anni, sono mamma di 4 figli e sono in carrozzina dal 21 Novembre 1997, giorno in cui ho camminato per l'ultima volta.Ho avuto un incidente in macchina , ma dal primo momento ho capito che la disabilità non era altro che una condizione e non un limite, e così ho subito trovato e cercato lavoro, e non ho mai smesso.Ho svolto parecchi lavori nella mia vita, con vari contratti da dipendente e ora da autonoma, lavorando da casa, on line, per poter seguire la mia famiglia e le mie esigenze di persona con disabilità. Come lavoratrice autonoma, ho la partita IVA e sono iscritta alle gestione separata, pagando regolarmente le tasse  e così, il 4 Aprile 2019, rientrando nella categoria per poter fare domanda per ricevere le 600 € del decreto a sostegno del Covid, ho presentato regolare domanda, che mi sono vista respingere con la seguente dicitura.RESPINTA,  perché risulta percepire un assegno ordinario di invalidità.Questo criterio è lo stesso per il quale mi venne respinta la domanda di disoccupazione quando cessò il mio contratto a tempo determinato: ben 340 € lordi di indennità concessa dall'INPS che vede riconosciute le mie ridotte capacità lavorative e pagato in misura proporzionale ai contributi versati.Tradotto in parole povere: l'INPS mi riconosce invalida, mi da dei soldi per compensare lo stipendio che non posso prendere per intero, ma mi ritiene troppo ricca per beneficiare delle 600€ una tantum perché trasforma la mia disabilità in Benefit.Il nuovo DPCM sembra voler cambiare questa incompatibilità, ma ormai quello che è perso è perso,  e certamente la nuova misura non sarà retroattiva.Questa è l'emergenza attuale: fare in modo che il governo ci riconosca il danno economico e morale per questa discriminazione, riconoscendoci il rimborso della somma negata, e sopratutto lavorare per il  cambiamento di quella norma in via definitiva che, se da una parte ci riconosce un limite oggettivo dall'altra lo trasforma in benefit impedendoci di usufruire degli stessi aiuti delle persone normodotate.In questa emergenza, ci sono stati molti professionisti che pur lavorando hanno percepito le 600€ , ai disabili che lavorano, questo bonus è stato negato, perchè lo stato considera la nostra disabilità una fonte di reddito. Vi chiedo di sostenermi in questa mia campagna affinchè le tante persone come me possano trovare il loro giusto ruolo all'interno della società, perchè il lavoro nobilità l'uomo e lo rende libero, mentre a noi lo stato ci vuole indigenti. Per questo motivo voglio consegnare la mia tessera elettorale perché uno Stato che mi discrimina non merita il mio voto, il mio valore.In Italia le persone disabili sono circa 3 Milioni, ovvero il 5.2% della popolazione Italiana, ma per lo stato siamo gli ultimi della catena e considerati invisibili.Solo uniti ci possiamo far sentire Certa di avere l'appoggio di tante persone nella mia stessa ingiustizia, vi ringrazio. Franca Borin

franca borin
55,531 supporters
Petitioning Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Fabiana Dadone, Elena Bonetti

Chiediamo che la legge sul cognome sia approvata!

Mi chiamo Laura e sono impegnata in politica da tutta la vita. Come parlamentare, alla fine degli anni ’80 e poi di nuovo nel 2000, ho presentato più volte alla Camera proposte di legge per il cognome materno ai figli. Sono più di trent’anni che si prova a dare una svolta a questa realtà culturale e profondamente patriarcale, e sempre senza successo.In tutto questo tempo ho visto tante, troppe donne, magari abbandonate dal marito o dal compagno con i loro figli: tutti privati del diritto di scelta. Così come ho visto persone che semplicemente vogliono avere il diritto di decidere, mentre tutte le proposte di legge depositate non vengono prese in considerazione e restano chiuse nei cassetti del Parlamento.Ora la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condanna esplicitamente l’Italia perché non permette di scegliere il cognome materno; anche la CorteCostituzionale ha obbligato a dare il cognome materno ma solo se il padre acconsente. Nella sentenza i giudici della Corte Europea chiedono al nostro Paese di "adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare ai diritti violati ma la situazione che si è determinata nel nostro paese dopo la sentenza della Corte Costituzionale è gravemente discriminante per la madre.Ecco perché chiediamo al Parlamento di legiferare finalmente e adottare quelle riforme che ci chiede Strasburgo. Il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso. La legge giace ferma da più di un anno al Senato per completare l’iter in questa legislatura.Una legge sul cognome materno completerebbe la riforma del diritto di famiglia secondo le indicazioni europee. Ed è ormai tempo di agire. Subito.Laura Cima------------------------------------------10 gennaio 2014 - AggiornamentoIl Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla bozza del disegno di legge per dare ai figli il cognome della madre. La nostra pressione è preziosissima: si è sentito il dovere di dare una risposta. La petizione è andata benissimo e siamo vicini a 50mila firme. Continuiamo a raccogliere il maggior numero di firme possibile: abbiamo già consegnate al Parlamento le firme raccolte, ribadendo le nostre sacrosante richieste per una legge che contrasti uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso. Che si concluda l’iter in questa legislatura.

Laura Cima
54,649 supporters
Petitioning Roberto Gualtieri, Giuseppe Conte, Sergio Costa, Elena Bonetti, Paola De Micheli

IVA al 4% anche per le auto elettriche destinate al trasporto delle persone disabili

Siamo i genitori di un ragazzo disabile di 25 anni e ci consideriamo persone attente all’ambiente. Abbiamo deciso di fare un passo importante verso un futuro più pulito considerando l’acquisto di una autovettura nuova completamente elettrica beneficiando anche delle agevolazioni fiscali riservate alle persone con disabilità. Con stupore abbiamo però appreso dai concessionari visitati che ciò sarebbe stato possibile solo in parte in quanto: “È applicabile l'Iva al 4%, anziché al 22%, sull'acquisto di autovetture nuove o usate, aventi cilindrata fino a: 2.000 centimetri cubici, se con motore a benzina 2.800 centimetri cubici, se con motore diesel.” “Per l'acquisto dei mezzi di locomozione il disabile ha diritto a una detrazione dall'Irpef. Per mezzi di locomozione si intendono le autovetture, senza limiti di cilindrata, e gli altri veicoli sopra elencati, usati o nuovi. La detrazione è pari al 19% del costo sostenuto e va calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro.” Fonte: guida alle agevolazioni fiscali per disabili dell’Agenzia delle Entrate gennaio 2017) L’Agenzia delle Entrate tratta in modo diverso l’agevolazione Iva e la detrazione fiscale per i veicoli elettrici, (forse perché la legislazione risale a tempi in cui l’elettrico non era contemplato) rendendo possibile la detrazione al 19% ma non l’aliquota IVA al 4%.  Si tratta di un paradosso che potrebbe orientare molte persone intenzionate a passare alla mobilità elettrica per il trasporto dei disabili a scegliere invece ancora auto diesel o benzina, essendo queste autovetture attualmente meno costose, a parità di modello e di allestimenti, di un veicolo elettrico e risultando quindi il costo finale molto più allettante anche e in quanto maggiormente agevolate dalla normativa vigente. Noi chiediamo quindi che la normativa venga prontamente aggiornata e corretta e che l’agevolazione IVA al 4% spetti anche per l'acquisto di autovetture elettriche, nel rispetto dell’ambiente e delle scelte delle persone. 

MARIAROSA DIAMANTI
44,773 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Luca Zaia, Elena Bonetti, Lucia Azzolina

Emergenza coronavirus: Gianluca, bimbo disabile a casa senza aiuti

A seguito della chiusura delle scuole per il contenimento del Corona Virus, mi ritrovo a casa coi miei 2 figli: Alessandro in 2° elementare e Gianluca in 4° elementare, entrambi farebbero il tempo pieno. Fortunatamente lavoro, la mia sede ha pensato di dare a tutti lo smart working per evitare contagi, quindi sono a casa coi miei bimbi e col mio computer. Gianluca è un bambino speciale, con la Sindrome di Sturge Weber, malattia rara. Non parla e cammina a fatica (dev'essere sostenuto), ha il pannolino e bisogna imboccarlo, pertanto dev'essere sempre accudito. Ho qualche piccolo aiuto dai nonni e 6 ore a settimana dell'assistente alla comunicazione, pago una babysitter per qualche ora al giorno, ma non è sufficiente. Il problema è comune a moltissime famiglie, ma vi chiedo di considerare con priorità le situazioni che hanno un figlio disabile a casa come Gianluca, io non lo posso mandare da un amichetto come faccio con l'altro figlio e nemmeno fargli vedere mezz'ora di TV per farlo star tranquillo. A scuola ha una copertura totale con operatore socio sanitario (15 ore settimanali) e maestra di sostegno (25 ore settimanali), sarebbe bello se un pò di queste ore potessero essere destinate al domicilio cercando sempre di salvaguardare la salute di entrambe le parti e nel rispetto delle normative attuate. Un altro valido aiuto potrebbe essere aumentare i permessi della Legge 104 (attualmente 3 giorni al mese) o dare ulteriore congedo parentale retribuito. Certa di essere ascoltata, vi ringrazio, mamma Antonella da Spinea (VE).

Antonella Perini
37,290 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Elena Bonetti

Terapia psicologica gratuita per chi ha assistito e perso una persona cara per covid 19

A causa del virus Covid19 e dell’impossibilità di ospedalizzare tutti i pazienti, molte persone hanno dovuto farsi carico della cura di persone care, completamente abbandonate a se stesse. Io sono una di queste, ma io sono una privilegiata perché posso permettermi economicamente di affrontare un percorso di terapia post traumatica, per provare ad affrontare e superare quello che ho dovuto vivere in questo terribile marzo 2020 e soprattutto la perdita di mia madre. Ho pensato però a tutti quelli che non possono permetterselo, perché non hanno più un lavoro o fanno fatica ad arrivare a fine mese. Il fatto che non possano elaborare il lutto e la perdita porterà sicuramente a delle ripercussioni psicologiche spesso anche gravi. Per questo chiedo che venga preso in considerazione, nelle misure di sostegno agli italiani, un aiuto economico finalizzato al recupero psicologico. Non sono una politica, né un’economista, ma penso che sia dovere di uno stato democratico, in una situazione di crisi, pensare a chi ha sofferto e ha lottato in totale solitudine, abbandonato dal sistema sanitario e dalle istituzioni. Viviamo in un’era moderna, dove la psicoterapia è ormai riconosciuta come parte  fondamentale nella cura delle persone. Sarebbe un segnale importante per tutti noi che  quantomeno venisse presa in considerazione la proposta. 

Roberta Festa
35,642 supporters
Terapia psicologica gratuita per chi ha assistito e perso una persona cara per covid 19

Nei giorni scorsi ho chiesto al Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, l'istituzione di un numero verde dedicato al supporto psicologico dei cittadini che questi difficili giorni di emergenza stanno mettendo a dura prova. Penso, ad esempio, alla popolazione anziana, maggiormente colpita e vulnerabile, a chi assiste persone ammalate e chi ha perso i propri cari. Ero stata sollecitata a farlo dall’intervento dell’on. Boschi e dalla richiesta di tanti cittadini che mi hanno rappresentato la loro fatica, tra cui le voci dei firmatari di questa petizione. Ho chiesto e ottenuto che questo servizio di ascolto sia attivato, con il supporto professionale delle associazioni di volontariato specializzate in psicologia dell'emergenza. Sono grata al commissario per questa pronta risposta. Sono certa che questa iniziativa possa essere un aiuto e un segno concreto di vicinanza per tutte le persone che ne hanno bisogno, perché nessuno si senta lasciato solo. Da questa emergenza ci possiamo salvare solo insieme, come una comunità in cui ciascuno si sente custodito e accompagnato.

2 months ago
Emergenza coronavirus: Gianluca, bimbo disabile a casa senza aiuti

Vorrei innanzitutto ringraziarvi per le sollecitazioni che mi avete fatto avere in questi giorni attraverso questa petizione: dalle vostre idee e dalle richieste di tanti altri cittadini abbiamo costruito le proposte per il nostro paese. Sono per tutti giorni e settimane difficili, specialmente per la famiglie che con la chiusura delle scuole hanno dovuto riorganizzarsi la vita: per questo ho assunto l'impegno personale, a nome del Governo, di dare loro delle risposte concrete. Le risposte sono arrivate: all'interno del decreto Cura Italia un capitolo importante è dedicato alle norme a sostegno delle famiglie italiane. Tra queste, per le famiglie che hanno figli disabili è stato stabilito che non c'è limite d'età per poter usufruire del congedo parentale o dei voucher babysitter. Per chi ha parenti con disabilità e può usufruire della legge 104, è stata prevista un'estensione di 12 giorni per i mesi di marzo e di aprile. I genitori e i membri delle famiglie che si trovano a gestire persone non autosufficienti, hanno la possibilità di usufruire del diritto al lavoro agile. È un primo passo importante per affrontare questa crisi. Andiamo avanti insieme, nella responsabilità di sapere che oggi siamo chiamati al rispetto delle regole, che poi è il modo che abbiamo per prenderci cura gli uni degli altri. La sensazione di solitudine che sicuramente talvolta si manifesta la dobbiamo affrontare insieme, sapendo che stiamo mettendo in campo le migliori energie di cui il nostro Paese dispone. Andiamo avanti insieme, sono sicura che ce la faremo. Vi abbraccio tutti.

3 months ago