Decision Maker

Attilio Fontana

  • Presidente Regione Lombardia

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Petitioning Attilio Fontana, GIULIO GALLERA, STEFANO BOLOGNINI, SILVIA PIANI, MELANIA RIZZOLI

#unitiperlautismo Lombardia: si attuino le norme sull'autismo attese da centomila famiglie

Lombardia: sia data attuazione alle norme sull’autismo attese da oltre centomila famiglie lombarde L’autismo, come è noto, è una disabilità complessa che si manifesta nell’infanzia e prosegue per tutta la vita con varie e gravi compromissioni di tipo comunicativo e comportamentale. Negli ultimi anni il problema è cresciuto in modo esponenziale in tutte le aree e si stima che riguardi ormai l’1% delle popolazione. Le persone con autismo, se diagnosticate precocemente e trattate con appropriati approcci terapeutici, possono migliorare sensibilmente le proprie capacità e abilità sociali nell’arco della vita. Purtroppo, anche nella avanzatissima e ricca Regione Lombardia, fiore all’occhiello del Servizio Sanitario, queste persone sono abbandonate totalmente alle famiglie, le quali devono affrontare con i propri mezzi le ingenti spese per i trattamenti privati, i viaggi della speranza, la mancanza di inclusione, l’assenza di prospettive per il futuro dei figli, il durante e dopo di loro. A livello nazionale e lombardo mancano completamente i dati epidemiologici sull’autismo e mancano le risorse e competenze perché le persone con autismo possano avere accesso a diagnosi, trattamenti adeguati, cure mediche e dentistiche. Negli ultimi anni le associazioni nazionali e regionali dei genitori si sono mobilitate per ottenere sul piano giuridico un riconoscimento della condizione autistica, che fosse propedeutico all’avvio di piani di diagnosi precoce e di presa in carico da parte della sanità pubblica. E il panorama legislativo in Italia è cambiato integrando specifiche disposizioni sull’autismo, come le Linee di Indirizzo n. 132 del 22/11/2012 e la Legge sull’Autismo n.134 Agosto 2015. Anche in Lombardia il quadro normativo attualmente prevede specifiche disposizioni riguardanti l’autismo, che possono essere ritenute valide dal punto di vista delle motivazioni e dei contenuti. Il fatto è che queste leggi per vari motivi, anche incomprensibili, non sono attuate oppure, nella migliore delle ipotesi, risultano attuate solo in taluni ambiti. Attuare in modo omogeneo nei territori lombardi le disposizioni e i modelli che hanno dimostrato di funzionare e dare piena attuazione alla Legge Regionale n.15 del 2016 (art. 54) sarebbe un passo avanti  per la credibilità delle istituzioni lombarde e per la qualità della vita di tutte le 100 mila famiglie lombarde che dedicano la loro travagliata esistenza H24 a queste 100 mila persone con autismo. Le centomila famiglie con autismo e le loro associazioni aderenti al Comitato “Uniti Per L’Autismo” sollecitano la Regione Lombardia a considerare la ormai improrogabile attuazione della migliore legislazione regionale sull’autismo. Il Comitato #unitiperlautismo richiede l’urgente avvio di un percorso certo di attuazione della Legge Regionale n. 15 del 2016 che all’ art. 54 titola “Disposizioni in materia di prevenzione, cura, riabilitazione delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e della disabilità complessa, di sostegno e assistenza per le loro famiglie”.   Qui potete trovare le testimonianze e il supporto alla campagna del cantante Elio e Enzo Iacchetti.  

UNITI PER L'AUTISMO
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Petitioning Sergio Mattarella, Dario Allevi, Roberto Invernizzi, Attilio Fontana, Giovanna Vilasi, Comandante dei Carabinieri di Monza, Comandante della Guardia di Finanza di Monza, Comandante Polizia di Stato...

Non portate via la casa a Sergio Bramini; uno Stato forte con i giusti, che non vorremmo.

Sergio Bramini, imprenditore fallito perché lo Stato (Pubblica Amministrazione ed Affini) non ha saldato con lui un debito di 4 milioni di euro, è stato sfrattato dalla sua abitazione sita in via Sant’Albino 22. Sergio Bramini è il simbolo dell’Italia che lavora e che si rimbocca le maniche, che crede nelle istituzioni e nella giustizia. Bramini, nell’attesa di ricevere dallo Stato il pagamento di 4 milioni di euro, ha ipotecato la sua prima casa e la sua azienda. Una scelta certamente azzardata, ma necessaria per scongiurare di chiudere la ditta e lasciare in mezzo alla strada i suoi 32 dipendenti. Sergio Bramini era certo che lo Stato, in tempi ragionevoli, lo avrebbe saldato. Ma così non è stato e si è visto pignorata e mandata all’asta la sua villa, per un prezzo davvero irrisorio. Si tratta della sua prima casa, acquistata con il sudore del lavoro, ma che tra pochi giorni verrà ceduta al miglior offerente per un prezzo molto inferiore al suo reale valore. Sergio Bramini non si è arreso: ha denunciato le istituzioni, si è rivolto ai media locali e nazionali, ma si è ritrovato sempre le porte chiuse in faccia. Inutile il suo tentativo di richiamare i giudici all’applicazione della Legge Antisuicidio, una norma europea che salva coloro che si ritrovano indebitate senza colpa e preservando comunque la prima casa ma che in questo caso sembra non sembra esistere per Sergio !!! Tutto questo non è servito: la legge per Sergio Bramini non è stata applicata. Chiediamo che venga sospeso lo sfratto esecutivo e che la villa, come più volte richiesto dallo stesso imprenditore, venga sequestrata preventivamente.Vogliamo che venga fatta chiarezza su questa assurda vicenda. Non lasciamo pensare che siano sempre i furbi ed i disonesti a trovare le soluzioni ... l'onesta e la correttezza deve essere premiata e lo Stato deve dare l'esempio sempre. PS: ecco la richiesta diretta di Bramini https://www.change.org/p/sergio-mattarella-salviamo-la-casa-di-sergio-bramini --- Questo il testo inviato agli intestatari della petizione: Non portate via la casa a Sergio Bramini;uno Stato forte con i giusti, che non vorremmo. Il caso Bramini è un caso ormai salito alla ribalta delle cronache nazionali, tutti i principali organi di informazione di stato e non ne hanno parlato. Un caso assurdo, una volontà di strozzare gli imprenditori e spingerli a gesti estremi. Come è possibile che non si possa trovare una soluzione, solo un po di tempo, perchè Bramini chiede solo un po di tempo per saldare il suo debito senza che lo Stato si porti via la sua prima casa dove vive con la famiglia. Perchè non si applica la legge "anti suicidio" (legge 3 del 2012) ... a leggere la sua storia ci sono anche un sacco di aree buie su tutte quelle figure istituzionali che avrebbero dovuto svolgere il loro lavoro di rappresentanti della Legge e dello Stato forse in modo differente. Perchè non si vuole fare luce su una vicenda tanto assurda ? Bramini è un imprenditore Monzese fallito a causa dei mancati pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. Per anni Bramini ha lavorato con la sua azienda nel settore dei rifiuti per diversi comuni del sud Italia vantando un credito di 4 milioni di euro. Soldi mai ricevuti dall’imprenditore che, credendo alle promesse delle amministrazioni comunali per le quali aveva eseguito i lavori, ha ipotecato la sua abitazione e la sua ditta pur di salvare il posto di lavoro ai suoi 32 dipendenti. Ma lo Stato non ha mai onorato i debiti e Bramini si è ritrovato così strozzato dai creditori: nel 2011 è stato dichiarato fallito ed ora lo Stato vuole prendergli la prima casa dove vive con moglie figli e nipotina. Una casa che vale quasi due milioni andrà all'asta a meno di 500.000 ... perchè, perchè dobbiamo vedere un imprenditore onesto subire questa ingiustizia? Un imprenditore che non dice "non voglio pagare" ma semplicemente datemi il tempo di rientrare del debito, dice semplicemente non svendete la mia casa, venduta correttamente sul mercato mi darebbe la possibilità di chiudere il debito e di risparmiare qualche cosa per poter continuare, che dice semplicemente non svendete la mia prima casa sfrattandomi dalla mia prima casa."C’è una legge che vieta il pignoramento della prima casa: perché nel mio caso non viene applicata? Questo è il prezzo che deve pagare chi ha deciso di uscire allo scoperto e di dire la verità?” Per favore,fate in modo che non avvenga!!!Per favore,facciamo in modo che i cittadini onesti possano continuare a fidarsi e a credere in uno Stato che in questa vicenda sembra troppo assente da un lato e troppo presente dall'altro !!! PS: prossimo decreto per lo sfratto di Bramini è il 18 maggio, NON C'E' PIU' TEMPO, per favore fate in fretta !!!

Gruppo Facebook EasyMonza
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Petitioning Luigi Di Maio, Gianna Pentenero, Virginia Raggi, Alberto Sacco, Giuseppe "Beppe" Sala, Luigi De Magistris, Michele Migliano, Dario Nardella, Matteo Salvini, Giuseppe Conte, Samuele Astuti, Enrico R...

Fermate Italiaonline: licenzia 400 persone intascando maxi dividendi e soldi pubblici

Italiaonline è la società posseduta dal magnate egiziano Naguib Sawiris, nata nel giugno 2016 dalla fusione di Italiaonline e la storica Seat Pagine Gialle, che nel 2015 usciva dal concordato preventivo (ridimensionata ma con i conti a posto). Obiettivo dell’operazione: creare la più grande internet company italiana, leader nel settore della pubblicità digitale e dei servizi internet per le piccole e medie imprese. In realtà le ragioni occulte erano altre e si sono rivelate presto. Con la fusione Italiaonline è riuscita a: ·       entrare automaticamente in borsa (da sola non aveva i requisiti) perché SeatPG era già quotata ·       svuotare le casse di SeatPG con una serie di maxi dividendi agli azionisti (l’ultimo da 80 MILIONI DI EURO) e premi ai manager (7 MILIONI di bonus in azioni) ·       distruggere l’intera struttura SeatPG: a cominciare dalla rete di Agenti Commerciali che sono passati da 1300 a 700, per proseguire con le sedi dislocate sul territorio (da 104 a 63 DLS) per finire con le sedi storiche in particolare quella di Torino che minaccia di chiudere ·       buttare via tutto il patrimonio, il business e le persone ex SeatPG – dopo averne depauperato risorse e profitti – per puntare a un altro tipo di business che non pare essere la pubblicità ma la COMPRAVENDITA DI DATI ·       PRENDERE 27 MILIONI DI EURO DALLA CASSA INTEGRAZIONE (SOLDI DELLO STATO) e intascarli come utile invece di investirli nella riqualificazione (l’utile netto del 2017 ammonta infatti a 27 Mln) IL TUTTO SULLA PELLE DEI LAVORATORI. Oggi Italiaonline compie l’ultimo atto e con l’apertura ad aprile 2018 della procedura di licenziamento collettivo si prepara a: ·       LICENZIARE 400 PERSONE (248 su Torino e 152 nel resto di Italia) ·       TRASFERIRE 241 PERSONE da Torino ad Assago: trasferimenti che in realtà sono licenziamenti mascherati perché molte delle persone coinvolte (donne e madri) non potranno in ogni caso sostenere il trasferimento Tenuto conto che a livello nazionale i dipendenti di Italiaonline sono 826, di cui 242 attualmente in cigs a zero ore e 297 in cigs a rotazione, si può ben capire l’entità della strage occupazionale che l’azienda ha messo in atto con crudeltà e cinismo. FERMIAMO LA STRAGE DI LAVORATORI, IL DEPAUPERAMENTO DEL TERRITORIO PIEMONTESE E IL FURTO LEGALIZZATO DI SOLDI DELLO STATO. I lavoratori Italiaonline chiedono al Governo e alle istituzioni sostegno e responsabilità sociale, perché l’azienda RITIRI LA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO e trovi con i sindacati un accordo utile a salvare i lavoratori: CASSA INTEGRAZIONE, SOLIDARIETÀ, ACCOMPAGNAMENTO ALLA PENSIONE, RIQUALIFICAZIONE E UN FUTURO CERTO PER LA SEDE DI TORINO. Gli strumenti esistono e la macelleria sociale si può fermare.

RSU Italiaonline
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Victory
Petitioning Alberto Bonisoli, Attilio Fontana, Antonio Lampis, Matteo Salvini, Luigi Compagnoni, Lucia Bergonzoni, Riccardo Manca, Sergio Mattarella, enpa, Carla rocchi, Giusy D'Angelo, Gabriele Barucca, Danie...

Contro la mostra di Nitsch a Mantova che propone una delirante idea di arte contemporanea

Hermann Nitsch è un pregiudicato austriaco considerato un esponente del cosiddetto "Azionismo viennese" (presunto movimento artistico). Con la sua pseudo arte egli pretende di potersi insinuare nel subconscio umano impressionandolo con immagini di sangue, nudità, animali sanguinanti e sacrificati in croce, orge, violenza, visceri e carcasse di animali. Nei suoi rituali dichiarati "artistici", che durano diversi giorni, si incitano gruppi di persone a squartare animali, a tirarne fuori le viscere e a calpestarle, a imbrattare di sangue delle persone crocifisse e a unirsi in un rito collettivo di frenesia, basato su riti liturgici e demoniaci. È inaccettabile che un luogo pubblico di eccellenza quale il complesso museale di Palazzo Ducale di Mantova, che ha tra le sue finalità la valorizzazione del patrimonio artistico, in particolare del periodo Rinascimentale, ospiti una performance che nulla ha a che fare nè con l'arte, nè con il Rinascimento, nè con la bellezza. È inaccettabile l'utilizzo di denaro pubblico per un'iniziativa che stride con il comune senso della bellezza, dell'arte e del pudore (in tutti i sensi), in un contesto meraviglioso quale è Palazzo Ducale.Non da ultimo è inaccettabile utilizzare animali, anche se già uccisi dallo stesso presunto artista, "per puro divertimento umano", poiché: 1. Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell'animale.2. Ogni atto che comporti l'uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.3. L'animale morto deve essere trattato con rispetto.4. Le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione, a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell'animale. (Dalla Dichiarazione universale dei diritti degli animali" dell'UNESCO del 1978, articoli 10, 11 e 13)A Peter Assmann, Direttore di Palazzo Ducale di Mantova, sottolineiamo il nostro sgomento per una tale scelta, inaccettabile per la città di Mantova, per la regione Lombardia, per tutto il contesto civile italiano e per tutti i cittadini che nei musei vogliono respirare bellezza e meraviglia. I musei non sono luogo privato dove promuovere iniziative a proprio piacimento, ma luoghi pubblici "preziosi" che racchiudono secoli di arte. Non possono dunque essere sfregiati dalla pazzia di un disturbato mentale non a caso tirolese (proprio come il direttore Assmann). Gli stessi cittadini di Mantova, d'Italia e di ogni nazione, visto che Palazzo Ducale rientra nel Patrimonio Unesco ed ha da sempre attirato turisti internazionali, esigono che i soldi pubblici vengano impiegati per la conservazione e la promozione dell'arte e non della pseudo arte di un esaltato. Ma la cosa più grave è che c'è il rischio di fare passare il messaggio che questa è l'arte contemporanea. Non è così. Triste è che nemmeno Assmann riesca o voglia capirlo.

Elisa Righi
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Petitioning Luigi Di Maio, Consiglio regionale della Lombardia, Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali On. Luigi Di Maio, Presidente del consiglio del...

REGIONALIZZAZIONE CENTRI IMPIEGO DELLA LOMBARDIA

Al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana Prof. Giuseppe Conte Al Vicepresidente del Consiglio Della Repubblica Italiana e Ministro del lavoro e delle politiche sociali On. Ministro Luigi Di Maio Al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana Al Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Alessandro Fermi La legge 205/2017, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018, ha previsto il trasferimento delle funzioni e del personale dei Centri per l’Impiego alle Regioni e Province Autonome dal 1 gennaio 2018 e ha dato tempo fino al 30 di giugno (fase transitoria) per gestire il passaggio. Le Regioni si sono mosse in tal senso scegliendo di assumersi direttamente in capo funzione e dipendenti oppure per il tramite di Agenzie Regionali già esistenti alla data del 31.12.2017.Regione Lombardia, unica in Italia, interviene con un disegno di legge, che verrà portato in Consiglio per l’approvazione il prossimo 26 giugno, che disattende le disposizioni dello Stato, tiene per sé il ruolo di regia e programmazione mentre delega le funzioni gestionali relative ai procedimenti amministrativi connessi alla gestione dei Centri per l’Impiego alle Province e alla Città Metropolitana, lasciando il personale nei ruoli delle stesse.Le conseguenze di questa scelta sono dirimenti nei confronti del personale e dei servizi erogati dai CPI:- Il personale resterebbe inserito sul portale nazionale quale personale soprannumerario, non essendo una funzione fondamentale per le Province;- Il personale a tempo determinato non potrebbe essere stabilizzato e condividerebbe la situazione di precarietà dei lavoratori precari delle Province;- I vincoli delle Province in materia di assunzione non consentirebbero il potenziamento del personale dei CPI, oggetto di specifici finanziamenti nazionali, e nemmeno la sostituzione nei casi di maternità, aspettativa o malattia di lunga durata;- Vengono soppressi gli organismi di rappresentanza territoriale provinciale che definivano le linee di intervento dei servizi per il lavoro sulla base dei bisogni rilevati nei territori;- Regione, in virtù del suo ruolo di regia, può intervenire sul numero e sulla collocazione dei Centri per l’Impiego, con relativo spostamento del personale;- Non potranno essere garantiti i servizi attualmente offerti dai Centri per l’Impiego, con impatti negativi nei confronti dell’utenza.I lavoratori dei Centri per l’Impiego sono a conoscenza della campagna negativa e strumentale a livello nazionale nei propri confronti (“uffici che danno occupazione solo a chi ci lavora e non ai disoccupati” oppure “collocano solo il 3% dei disoccupati) e della scarsa informazione sulla qualità e sui risultati dei servizi erogati, nonostante l’impegno profuso sia nel luogo di lavoro sia nel tempo libero con un aggiornamento continuo. I Centri per l’Impiego lombardi sono uffici certificati per la qualità e accreditati all’Albo Regionale degli Operatori Accreditati per il Lavoro non per diritto ma in virtù del rispetto degli stessi criteri e risultati di performance richiesti agli Operatori Privati.La carenza di personale e di risorse per le spese di gestione non hanno impedito l’erogazione di servizi di qualità vicini ai cittadini, ma questa riforma decreterebbe la fine dei servizi pubblici per l’impiego.E’ per questo che “i lavoratori dei Centri per l’Impiego chiedono a tutte le forze politiche, ai rappresentanti politici territoriali in Regione di farsi partecipi dei problemi evidenziati presso il Presidente e la Giunta Regionale, per la modifica del disegno di legge e l’inserimento negli organici regionali del personale dipendente, come fatto da tutte le altre Regioni italiane.”Chiedono, altresì, ai rappresentanti politici eletti in Parlamento di farsi carico a livello nazionale della situazione di disparità che si verrebbe a realizzare in Lombardia con questa legge.

Dipendenti Centri per L'impiego della Lombardia
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Petitioning Vittorio Poma, Graziano Delrio, attilio fontana

Chiediamo un PIANO STRADE STRAORDINARIO per la Lomellina

CHIEDIAMO UN PIANO STRAORDINARIO URGENTE PER METTERE IN SICUREZZA LE STRADE LOMELLINE Sono centinaia le segnalazioni che continuano a giungere alla nostra redazione (Il Nuovo Lomellino - consultabili anche attraverso la pagina Facebook Il Nuovo Lomellino e sulla community collegata SOS Lomellino) sulla pesante situazione che sta flagellando le strade della Lomellina. Questo ci ha spinto a metterci in prima linea per dare voce a un pianto da troppo inascoltato dalle istituzioni che ora devono riflettere con coscienza. Voragini e manto stradale pesantemente dissestato sono una costante che si ripete dopo ogni pioggia. TROPPI gli incidenti, INCALCOLABILI i danni alle auto e comprensibile lo sfogo dei cittadini che pagano le tasse, come il bollo auto, senza poter usufruire di infrastrutture decenti. Anzi, costretti a mettere mano al portafoglio per le riparazioni (mediamente intorno ai 500€ secondo le stime rilevate dalle segnalazioni). TUTTO QUESTO NON HA SENSO specialmente in una zona che conta già altri disagi e non propone alternative valide (ad esempio il sistema ferroviario, piegato da ritardi e disservizi). Inoltre, le strade rappresentano un punto di passaggio cruciale per l'ECONOMIA della zona, a cavallo fra due importanti autostrade e passaggio obbligato per il trasporto pesante. Oltre a questo i PONTI sono diventati un pericoloso punto debole e le uniche misure attuate sono state quelle di impedire il transito di camion (non sempre rispettato dal momento che esistono poche alternative per i trasportatori). MA DAVVERO CI MERITIAMO QUESTA SITUAZIONE? In un territorio già flagellato da inquinamenti (con tassi di incidenza tumorale spaventosi e fra i più alti d'Italia), incendi sospetti a siti di stoccaggio rifiuti, distribuzione di fanghi di depurazione in agricoltura. VOGLIAMO CHE LA SICUREZZA DEI CITTADINI SIA MESSA IN PRIMO PIANO: attuando un PIANO STRAORDINARIO URGENTE che preveda il rifacimento dei tratti interessati, senza ricorrere a soluzioni tampone che rappresentano solo un costo e tendono a far riemergere il problema dopo pochi giorni, ma, soprattutto, senza il dover invadere l'altra carreggiata per schivare le voragini. prevedere forme di indennizzo verso i cittadini lomellini, attraverso un'agevolazione sul bollo auto che si trovano già a SBORSARE fior di quattrini per riparare le auto predisporre uno studio accurato di STRADE e PONTI che si traduca in concreti INTERVENTI, senza aspettare che sia la cronaca a dare tristi notizie rendere efficiente l'ILLUMINAZIONE delle strade, accendendo i lampioni sulle arterie principali spesso lasciate totalmente al buio Il territorio LOMELLINO non è una terra di nessuno ma di cittadini che hanno tutto il diritto di potersi muovere in SICUREZZA, per andare al lavoro o spostarsi nel tempo libero, anche questo alla base di un'economia che va rilanciata. Ci appelliamo quindi al Presidente della Provincia di Pavia Vittorio Poma, il neo governatore eletto di Regione Lombardia Attilio Fontana e al Ministro dei trasporti Graziano Delrio affinché trovino una soluzione congiunta per tranquillizzare i cittadini di un territorio già pesantemente martoriato e che non merita di veder penalizzati anche i semplici spostamenti che ricadono, inevitabilmente, su tutti, dalle aziende ai singoli lavoratori. Le richieste mosse non sono astronomiche ma dovrebbero rappresentare la NORMALITA' per un paese civile.

Il Nuovo Lomellino
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Petitioning Giuseppe Sala - Sindaco di Milano, Attilio Fontana, Marco Granelli, città metropolitana milano, Regione Lombardia, Consiglio metropolitano, Siria Trezzi

Chiediamo il prolungamento della M3 in direzione Cormano-Paderno

Non solo Area C e Area B. Noi crediamo che a Milano esista una terza zona che non può più essere ignorata dalle Istituzioni: l’Area E. E come Emergenza. L’emergenza del traffico a nord della città è diventato un problema che va affrontato con urgenza, non solo per ragioni di viabilità ma soprattutto di vivibilità. Parliamo di quel lembo di territorio schiacciato dallo snodo della A4 all’altezza di Cormano, l’arteria autostradale che collega Torino e Venezia e che è percorsa ogni giorno dal maggior numero di auto in tutta Italia. A questa si intersecano la Milano-Meda, la Tangenziale Nord e la Rho-Monza, frastagliata da innumerevoli cantieri mai chiusi. Il risultato è che per migliaia di cittadini l’aria è irrespirabile e le strade, anche quelle periferiche, impercorribili. Ne è una prova l’ex statale dei Giovi, meglio conosciuta come Comasina: abbandonata a se stessa in attesa della riqualificazione della metrotranvia, una infrastruttura esibita dai politici ai cittadini come panacea di tutti i mali, solo perché i fondi per realizzarla sarebbero già stati stanziati. Noi ci opponiamo con forza alla logica degli sprechi e degli investimenti miopi, di chi vuole spendere meno e in fretta piuttosto che spendere meglio. La metrotranvia non può essere la soluzione. Anzi. A pochi mesi dal 2020, mentre Milano investe nelle linee suburbane, l’unica risposta possibile è la metropolitana. Per questo chiediamo alle Istituzioni il prolungamento della M3 in direzione Cormano-Paderno Dugnano. Spostare il capolinea significherebbe dare la chance della metropolitana a migliaia di cittadini che ora non riescono a raggiungere l’attuale fermata Comasina: scomoda, poco strategica e troppo piccola per rispondere alla richiesta di sosta delle auto dei potenziali utenti della M3. Connettere il nord al centro di Milano vorrebbe dire creare opportunità sociali, professionali, culturali ed economiche per chi vive un territorio pieno di potenzialità ma limitato dalle sue scarse infrastrutture e dai suoi inadeguati servizi.   Chiudere gli occhi davanti a questa emergenza non è più tollerabile: serve uno sguardo lucido, obbiettivo, visionario. Uno sguardo  rivolto al futuro, il nostro futuro. Firma anche tu, abbiamo bisogno della tua firma.

Ass. MNM - MetroNordMilano
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