UNA TANA PER BRUNO, l'orso dei Carpazi deportato in Trentino
  • Petitioned Alberto Pacher

This petition was delivered to:

Presidente della Provincia Autonoma di Trento
Alberto Pacher
Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Corrado Clini
Sindaco Comune di Coredo
Forno Paolo
Sindaco Comune di Romeno
Widmann Lorenzo
Sindaco Comune di Sanzeno
Marcello Bonadiman
Guardiano, parroco e rettore del santuario di S. Romedio
Fra Fabio Scarsato
Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Trento
Mons. Luigi Bressan
Presidente Comunità della Val di Non
Sergio Menapace

UNA TANA PER BRUNO, l'orso dei Carpazi deportato in Trentino

    1. Petition by

      LAC - Lega Abolizione Caccia - Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol

Bruno, è un orso dei Carpazi, non è quindi un orso bruno marsicano, né un orso bruno delle Alpi, ha circa vent’anni e potrebbe viverne altri venti. Bruno è stato catturato sulle sue montagne quand’era solo un cucciolo; da giovane ha vissuto prigioniero innocente, detenuto abusivamente, nel parco di una villa di Palestrina insieme a tanti animali che come lui, erano tenuti in gabbie, in condizioni malsane, da una persona che definire umana è fin troppo gentile.

Nel 2001, le forze dell’ordine hanno tolto Bruno e gli altri suoi compagni di sventura, dalle mani dell’aguzzino e l’hanno affidato al Parco d’Abruzzo che, a causa dei continui tagli alle risorse economiche, versa in condizioni disastrose, come tutti gli altri parchi d’Italia. Il Parco Nazionale d’Abruzzo ha potuto, soltanto, custodire Bruno in un recinto di ferro e cemento di 400 metri quadrati, garantendogli cibo e assistenza sanitaria.

Dopo una lunga trattativa, durata anni, tra Ministero dell’Ambiente (Ambiente?), Provincia di Trento, Curia di Trento, i comuni di Coredo, Sanzeno e Romeno della val di Non e i frati dell’eremo di San Romedio, Bruno l’orso, infine è stato ceduto a fini turistici all’Eremo ed è arrivato nella notte dell’11 marzo 2013. Nessuna persona ragionevole e di buon cuore comprende come possa essere compatibile con un’atmosfera di mistico raccoglimento religioso la presenza in condizioni di sofferenza di un povero animale.

Vi diranno che è tradizione che un orso viva a san Romedio: FALSO!
Una tradizione si sarebbe instaurata molti secoli fa ma il primo orso ospitato a San Romedio era un esemplare da circo, destinato alla morte, arrivato all’eremo solo nel 1958! Ciò che allora era semplice pietà, arretratezza culturale, e competenze scientifiche inesistenti, oggi alla luce delle nostre nuove conoscenze e sensibilità si trasforma in vera malvagità. Sarà poi vero, però, che ogni tradizione merita rispetto? Pensiamo allo schiavismo, al cannibalismo, alla tortura, all’infibulazione, alla caccia, non direi che sia una regola sempre valida…

Vi diranno che Bruno vivrà meglio nell’eremo: FALSO!
Sappiamo tutti, purtroppo, che il benessere dell’orso è solo una maschera ipocrita, quello che queste persone desiderano è un patetico e anacronistico richiamo per turisti grezzi e inconsapevolmente crudeli. Oggi esiste tutto un settore di turismo a basso impatto, ecologicamente ed eticamente corretto, dal quale San Romedio si autoescluderebbe. A nostro parere, proprio al turismo eticamente ed ecologicamente corretto l’Eremo di San Romedio, dovrebbe corrispondere!

A San Romedio il sole non c’è mai nemmeno a ferragosto e l’animale non avrebbe modo di sottrarsi alle irrispettose e invadenti presenze dei turisti. Mancano inoltre molti altri parametri che valutano il benessere dell’animale. L’esperto Rüdiger Schmiedel - responsabile della fondazione - STIFTUNG für BÄREN Projekt Alternativer Wolf und Bärenpark Schwarzwald in Germania, attivo a livello europeo per la gestione di orsi e altri animali in cattività afferma:

“Il santuario di San Romedio è un’attraente struttura, adeguata per la rappresentazione storico-culturale della religiosità tipica del luogo. Con certezza questa struttura non costituisce uno spazio vitale per un orso bruno di questa regione, che di solito – allo stato selvatico – vive in zone che si estendono dai 200 ai 400 chilometri quadrati.”.
Sostiene Rüdiger Schmiedel che “la struttura di San Romedio non è idonea per orsi, anche perché le condizioni climatiche di questa vallata non sono in grado di offrire agli orsi la possibilità di sottrarsi alle intemperie e ai cambiamenti climatici improvvisi.”
Bruno, l’orso dei Carpazi, è stato trasferito nell’area dell’eremo di San Romedio, che perde, di fatto, in questo modo, lo status di luogo di culto, per assumere quella di penitenziario per un animale innocente detenuto solo per renderlo ridicolo davanti a turisti rozzi e insensibili.
La Dichiarazione universale dei diritti dell'animale (UNESCO, 1978), dispone che “L’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali.”. (Art. 2, 2)
“Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo.” (Art. 10,1)
“Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.” (Art. 10,2)

LAC – Lega Abolizione Caccia- Sezione Trentino Alto Adige/Sudtirol, chiede al Ministero dell’Ambiente, alla Provincia Autonoma di Trento, alla Curia di Trento, ai comuni di Coredo, Sanzeno e Romeno della val di Non, alla Comunità della Val di Non e ai frati dell’Eremo di San Romedio il trasferimento di Bruno l’orso presso una struttura più idonea secondo corretti parametri zoologici, entro la fine dell’estate 2013.

Diamo a Bruno l’orso, la possibilità di trascorrere i suoi ultimi anni di vita nelle condizioni adeguate e dignitose che non ha mai provato nella sua vita. Bruno non ha chiesto di essere catturato e tenuto prigioniero per essere usato come zimbello, non ha chiesto nulla se non di vivere in pace la sua vita in libertà. Ormai dopo tutti questi anni di cattività non sarà più possibile lasciarlo libero, è una nostra umana responsabilità e dobbiamo farcene carico.

Se San Romedio e San Francesco potessero esprimersi, lo farebbero certamente nel segno dell’amore e del rispetto verso tutte le creature di Dio, dalla più minuscola alla più grande, nostre compagne di viaggio in questa vita, su questo pianeta che potrebbe essere meraviglioso, se non fosse per l’arroganza e la colpevole indifferenza di taluni umani! L’Umanità dovrebbe essere custode del Creato non inquinarlo e distruggerlo! L’Umanità non dovrebbe uccidere, incrudelire e farsi beffe delle Creature che sono nostre compagne di viaggio in questa vita!

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    • Monica Parisi ROME, ITALY
      • about 1 year ago

      Ogni orso, ogni animale, ogni essere vivente ha DIRITTO ALLA LIBERTA'!

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    • Camilla Lattanzi FIRENZE ITALY, ITALY
      • over 1 year ago

      gli orsi sono i nostri fratelli, i nostri coinquilini e vanno aiutati a vivere, preservati e protetti

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      • over 1 year ago

      perchè ogni essere vivente ha diritto di vivere la propria vita in pace e librtà

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      • over 1 year ago

      Perchè da' la possibilità ai politici del Trentino di dimostrarsi una volta tanto vicini all'ambiente e alla popolazione Trentina.

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      • over 1 year ago

      ho chiesto da tempo il posizionamento di Bruno in posto migliore di quello attuale anche quando la Lac non diceva che NO.

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