NO all'eutanasia per i cani in Romania!

NO all'eutanasia per i cani in Romania!

    1. Leslie Perez
    2. Petition by

      Leslie Perez

      Milan, Italy

Bucarest, 10 settembre 2013.
I deputati romeni hanno approvato la legge che prevede l'eutanasia dei cani randagi, cioè la soppressione dei cani randagi non reclamati entro 14 giorni dopo la cattura. La norma è stata accolta a favore da 266 voti, 23 contro e 20 astensioni. Una decisione che ha suscitato in gran parte il biasimo degli animalisti, ma anche della maggior parte della popolazione comune, nonostante gli spiacevoli eventi avvenuti negli ultimi anni. Infatti, Bucarest ospita circa 40mila cani randagi, molti dei quali presentano una tale aggressività, da essere ritenuta pericolosa per i cittadini.
Ciò che ha spinto il Parlamento a votare per l'eutanasia, è proprio la morte di bambino di 4 anni, avvenuta in seguito ad un'aggressione da parte di un branco di randagi. Secondo la Corte, il caso non era un’eccezione: «Migliaia di persone vengono azzannate ogni anno nelle città romene», riporta la sentenza.
Una precedente legge, che autorizzava l'eutanasia, è stata dichiarata incostituzionale a gennaio 2012.  «Sterminare i randagi non ha mai risolto e non risolverà mai il 'problema-randagismo', che si combatte unicamente con una serie politica di sterilizzazioni e di adozioni. Come dimostra, del resto, la positiva esperienza delle associazioni che operano in Romania e che sono riuscite ad ottenere risultati molti importanti proprio grazie alle sterilizzazioni, agli affidamenti e ad un'intensa attività di sensibilizzazione dei cittadini».
«Com'è possibile che nel 2013 un Paese membro dell'Unione europea possa anche solo pensare di contrastare il randagismo mettendo a morte animali innocenti, che saranno così chiamati a pagare, e ad espiare, colpe non loro? Naturalmente non faremo mancare il nostro appoggio - conclude l'Enpa - anche a livello europeo, a quanti si battono e si batteranno per impedire l'applicazione di misure medievali».
Questo, solo per informarvi di quanto accaduto. L'aggressività degli animali, però, non giustifica – a mio parere – la legge sancita dai deputati romeni, poiché ritengo, come ha già sostenuto l'Enpa, che i cani non abbiano nessuna colpa, se non di essere quel che sono.
Le argomentazioni sulla sicurezza non convincono però gli animalisti. «La Romanian Animal Welfare Coalition, con il sostegno di Dogs Trust, chiede al governo romeno di sospendere i piani per eliminare 250mila randagi. Non siamo ciechi: il numero dei cani di strada, che minacciano turismo e sicurezza di bambini e adulti, deve essere ridimensionato. Ma le uccisioni di massa non sono la soluzione. Sfortunamente, il governo cerca risposte a breve termine, ma queste non esistono», spiega David Newall, International Director di Dogs Trust, la più grande ong inglese che si occupa dei cani. Newall che poi ricorda che «solo l’8% dei romeni è a favore delle soppressioni». «In Parlamento c’è stato un voto tirato, con una differenza tra pro e contro non significativa, dopo un iter complesso e faticoso che testimonia che questo è un tema spinoso e sentito dai politici e dall’opinione pubblica. Questa legge non si oppone solo a ciò che dicono le associazioni animaliste, ma va contro ciò che dice il mondo. Dai principi dell’Oms alla Convenzione europea dei diritti degli animali, ratificata dalla Romania, che afferma che i metodi preferenziali per gestire il problema randagismo sono sterilizzazione e controllo delle nascite», spiega Sara Turetta, presidente di Save the Dogs. Non solo. L’eutanasia è già stata applicata in passato con zero risultati: «I cani sono già stati uccisi dal 2001 al 2007, in massa. Se questo metodo non funziona, insistere sulla stessa strada pensando di ottenere un effetto diverso è un nonsense. Bisognerebbe puntare invece su metodi alternativi», sterilizzazioni, adozioni, «ma ciò comporterebbe non guadagnarci sopra», aggiunge.
Il punto-chiave che le ONG animaliste sottolineano è il fallimento delle passate campagne di eutanasia in Romania: 14 milioni di euro sprecati tra il 2001 al 2007 e migliaia di cani uccisi, senza effetti concreti. Turetta conclude: «Noi operiamo nella provincia di Costanza, città che uccide ogni mese 600 cani, da dieci anni, ed è ancora piena di randagi. Il modo con cui vengono uccisi è aberrante e la soluzione non è adeguata. La società privata che ha l’incarico di eliminare i cani ottiene circa 300mila euro all’anno dal comune. Parliamoci chiaro: la legge non è fatta nell’interesse dei cittadini, ma a vantaggio di qualche sindaco un po’ demagogico e di società private legate alla classe politica, che si arricchiranno».
In ogni caso, solo dal 6 ottobre verrà applicata la campagna in favore dell'eutanasia. Fino ad allora, noi continueremo a protestare.

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    • 杉浦 ひとみ 愛知県, JAPAN
      • 4 months ago

      HELP!!!

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    • ŞENAY KOÇYİĞİT İSTANBUL, TURKEY
      • 5 months ago

      pain

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    • Christine Kern GERMANY
      • 6 months ago

      Dogs are my best friends!!!

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    • Meryl Pinque BANGOR, UNITED STATES
      • 7 months ago

      Nonhuman animals are sentient beings.

      stop use: go vegan.

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    • Rosa Borisova T.M.R., CANADA
      • 7 months ago

      DON'T TREAT ANIMALS AS IF IT'S THEIR FAULT FOR YOUR MISERY! THEY DID NOTHING WRONG BUT THEIR MURDERESS!

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