

OPEN THE DOOR!!!!!!!!!! APRIRE I CENTRI EX ARTICOLO 26 (PER DISABILI) http://exart26roma.blogspot.it/ http://youtu.be/B_gg9w3ow9A


OPEN THE DOOR!!!!!!!!!! APRIRE I CENTRI EX ARTICOLO 26 (PER DISABILI) http://exart26roma.blogspot.it/ http://youtu.be/B_gg9w3ow9A
Il problema
APRIRE I CENTRI PER DISABILI ALLA CITTA'
PARTIAMO DAL LAZIO E DA ROMA.
Nel processo educativo, riabilitativo, assistenziale e terapeutico, in ambito scientifico e sociale, notevoli sono state le innovazioni e le variazioni nelle strutture convenzionate che rispondono alla denominazione comune ex art 26.
Alla luce dei nuovi provvedimenti per le politiche sociali che costituiscono una vera innovazione nell’offerta e che puntano al miglioramento della qualità dell’assistenza, della quantità dei servizi erogati, in funzione dei futuri scenari socio-economici, delle esigenze: come cambierà la qualità del lavoro? Cosa verrà richiesto agli operatori del settore? Come verrà messa al centro l’evoluzione della persona diversabile?
Come esse, le strutture, potranno rispondere all’emergenze delle nuove fragilità sociali? E quali strategie potranno essere messe in campo?
Queste sono le domande alle quali siamo chiamati a rispondere o quanto meno a delineare un percorso che possa portare il nostro territorio e perché no! la regione verso modelli qualitativi per una assistenza e riabilitazione che davvero pone al centro l’attenzione il diversabile e il professionista: che sia l’operatore socio sanitario, che sia il terapista: comunque, tutte le figure professionali e dirigenziali.
La natura aperta dei centri ex art 26 in molti casi già è essenziale per il mondo dell’handicap e rappresenta un crocevia di micro comunità non separata dalle nuove fragilità rappresentate dalle più svariate condizioni umane che nel nostro territorio, nella nostra regione convivono con tutti noi.
Pensiamo che per trovare soluzioni ai problemi di gestione che derivano dalle carenze dettate dal piano economico, data la difficile situazione in cui versa la Sanità nella nostra regione, che poi di fatto si è tradotto con la progressiva riduzione dei budget ai centri , è possibile percorrere strade di questo tipo:
-
sviluppo e incremento attività intramoenia ambulatoriale rivolta al territorio in regime privato;
-
sviluppo e incremento attività ambulatoriale rivolta a fasce di utenza in età prescolare e scolare;
-
sviluppo e incremento attività educative, riabilitative e terapeutiche rivolte a fasce di utenza in regime privato.
Ciò si può tradurre in una sorta di “ambulatorio sociale”, interscambiabilità dei servizi esistenti, anche in relazione al fatto che la coraggiosa lungimiranza dei centri stessi ha realizzato significative esperienze di innovazioni e ricerca nell’ambito ad esempio delle nuove tecniche educative, riabilitative.
I centri per disabili si aprano alla citta'!.
http://exart26roma.blogspot.it/

Il problema
APRIRE I CENTRI PER DISABILI ALLA CITTA'
PARTIAMO DAL LAZIO E DA ROMA.
Nel processo educativo, riabilitativo, assistenziale e terapeutico, in ambito scientifico e sociale, notevoli sono state le innovazioni e le variazioni nelle strutture convenzionate che rispondono alla denominazione comune ex art 26.
Alla luce dei nuovi provvedimenti per le politiche sociali che costituiscono una vera innovazione nell’offerta e che puntano al miglioramento della qualità dell’assistenza, della quantità dei servizi erogati, in funzione dei futuri scenari socio-economici, delle esigenze: come cambierà la qualità del lavoro? Cosa verrà richiesto agli operatori del settore? Come verrà messa al centro l’evoluzione della persona diversabile?
Come esse, le strutture, potranno rispondere all’emergenze delle nuove fragilità sociali? E quali strategie potranno essere messe in campo?
Queste sono le domande alle quali siamo chiamati a rispondere o quanto meno a delineare un percorso che possa portare il nostro territorio e perché no! la regione verso modelli qualitativi per una assistenza e riabilitazione che davvero pone al centro l’attenzione il diversabile e il professionista: che sia l’operatore socio sanitario, che sia il terapista: comunque, tutte le figure professionali e dirigenziali.
La natura aperta dei centri ex art 26 in molti casi già è essenziale per il mondo dell’handicap e rappresenta un crocevia di micro comunità non separata dalle nuove fragilità rappresentate dalle più svariate condizioni umane che nel nostro territorio, nella nostra regione convivono con tutti noi.
Pensiamo che per trovare soluzioni ai problemi di gestione che derivano dalle carenze dettate dal piano economico, data la difficile situazione in cui versa la Sanità nella nostra regione, che poi di fatto si è tradotto con la progressiva riduzione dei budget ai centri , è possibile percorrere strade di questo tipo:
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sviluppo e incremento attività intramoenia ambulatoriale rivolta al territorio in regime privato;
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sviluppo e incremento attività ambulatoriale rivolta a fasce di utenza in età prescolare e scolare;
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sviluppo e incremento attività educative, riabilitative e terapeutiche rivolte a fasce di utenza in regime privato.
Ciò si può tradurre in una sorta di “ambulatorio sociale”, interscambiabilità dei servizi esistenti, anche in relazione al fatto che la coraggiosa lungimiranza dei centri stessi ha realizzato significative esperienze di innovazioni e ricerca nell’ambito ad esempio delle nuove tecniche educative, riabilitative.
I centri per disabili si aprano alla citta'!.
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PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 14 ottobre 2013